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La sicurezza in Uganda:
La regione centrale (inclusa Kampala) e le zone a sud-ovest del Paese sono abbastanza sicure; tuttavia si consiglia di adottare misure di prudenza e di prestare attenzione specie nelle zone isolate e nei luoghi pubblici frequentati da stranieri quali alberghi, ristoranti, centri commerciali, bar e locali notturni. A Kampala vengono segnalate sporadiche rapine e aggressioni a mano armata a danno anche di cittadini stranieri. Sono frequenti casi di scippi nelle strade del centro.
Avvisi particolari: Dal 12.05.2008 - Nel nord del Paese, dove opera da tempo il movimento guerrigliero dell’LRA (Lord's Resistance Army), la situazione di sicurezza è in via di miglioramento: i negoziati di pace sembrano proseguire verso una rapida e positiva conclusione e da tempo non si registrano azioni dell’LRA in territorio ugandese. Rimangono comunque sconsigliati viaggi, se non necessari, nelle zone settentrionali del Paese e quelle confinanti con il Sudan e con la Repubblica Democratica del Congo, dove tuttora sono attivi alcuni gruppi di ribelli, in particolare nei distretti di Gulu, Amoro, Kitgum, Pader, Apac, Lira, Katakwi, Soroti, Kaberamaido, Nebbi, Arua, Nyadri, Koboko, Yumbe, Moyo e di Adjumani. Nel distretto di Arua, in particolare, vi è una situazione di tensione con la Repubblica Democratica del Congo per una disputa di confine al valico di Vurra che, al momento, non ha fatto registrare incidenti. Sono sconsigliati viaggi anche nella regione della Karamoja per la presenza di pastori guerrieri che spesso compiono agguati a volte mortali provocati anche dalla perdurante siccità che caratterizza la regione. Inoltre si sconsiglia vivamente di recarsi nella regione del Monte Elgo, in considerazione dei recenti flussi di centinaia di rifugiati in fuga dal vicino Kenya, a causa dell’azione militare keniota contro i ribelli. Non si esclude che tra i profughi vi siano anche ribelli in fuga dal Kenya. Gli attentati avvenuti in vari Paesi del mondo rendono infine consigliabile mantenere elevata la soglia di attenzione in considerazione di un possibile rischio di atti di natura terroristica, anche ai danni di istituzioni o strutture occidentali, suscettibili peraltro di verificarsi ormai ovunque. Ai connazionali che si intendano recarsi in Uganda si raccomanda di segnalare sempre all’arrivo la propria presenza nel Paese all’Ambasciata d’Italia a Kampala e di contattare comunque l’Ambasciata stessa prima di recarsi in zone a rischio sopra citate, attenersi scrupolosamente ai suggerimenti forniti. Si consiglia inoltre di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito: www.dovesiamonelmondo.it.
Zone a rischio: Nel nord del Paese, dove opera da tempo il movimento guerrigliero del LRA (Lord's Resistance Army) la situazione di sicurezza è in via di miglioramento. I negoziati di pace sembrano proseguire verso una rapida e positiva conclusione e da tempo non si registrano azioni dell’LRA in territorio ugandese. Rimangono comunque sconsigliati viaggi, se non necessari, nelle zone settentrionali del Paese e quelle confinanti con il Sudan e con la Repubblica Democratica del Congo, dove tuttora sono attivi alcuni gruppi di ribelli, in particolare nei distretti di Gulu, Amoro, Kitgum, Pader, Apac, Lira, Katakwi, Soroti, Kaberamaido, Nebbi, Arua, Nyadri, Koboko, Yumbe, Moyo e di Adjumani. La presenza dei guerriglieri e’ stata registrata in passato anche nella parte settentrionale del parco nazionale "Murchison Falls", una delle principali mete turistiche del Paese. Periodicamente, infatti, si verificano aggressioni a danno di cittadini locali e stranieri; l'ultimo grave episodio è costato la vita ad un cittadino britannico nel mese di novembre 2005. Sono sconsigliati inoltre viaggi nella regione della Karamoja (Kotido, Moroto, Nakapiripirit, Katakwi, Karamoja inclusa) per la presenza di pastori guerrieri che spesso compiono agguati a volte mortali provocati anche dalla perdurante siccità che caratterizza la regione. Inoltre si sconsiglia vivamente di recarsi nella regione del Monte Elgo, in considerazione dei recenti flussi di centinaia di rifugiati in fuga dal vicino Kenya, a causa dell’azione militare keniota contro i ribelli. Non si esclude che tra i profughi vi siano anche ribelli in fuga dal Kenya. Oltre ai territori sopra indicati, si sconsiglia di recarsi in auto nelle seguenti zone: · nelle città di Arua, Moyo, Yumbe · nel distretto di Nebbi · in tutto il West Nile · nel Nord Uganda: strade Lira-Gulu, Gulu-Kitgum, Pakwach-Gulu, Lira-Kitgum, Soroti-Lira · nel Semliki National Park, nel Distretto di Bundibugyo confinante con la Repubblica Democratica del Congo · nel Parco di Mgahinga e in tutta la fascia confinante con la R.D.C. · nel Karamoja, nel nord-est del Paese (distretti di Kotido, Moroto e Nakapiripirit) sede di scontri intertribali ed anche tra i guerrieri-pastori e l'esercito a seguito della campagna di disarmo avviata dal governo nei confronti dei Karamojong.
Zone di cautela: le regioni dell'est e del sud del Paese dove si riscontrano episodi di criminalità comune.
Avvertenze: Si consiglia di: - contattare l’Ambasciata d’Italia a Kampala prima di intraprendere un viaggio nel Paese, segnalando la propria presenza all’arrivo ed attenendosi scrupolosamente ai suggerimenti forniti. - prendere informazioni, presso l’Ambasciata d’Italia, prima di effettuare visite ai parchi nazionali; - avvalersi esclusivamente, per eventuali spostamenti in loco, di agenzie affidabili locali; - osservare il divieto di fotografare le installazioni militari e le sedi della Polizia. Si consiglia, inoltre, di registrare i dati relativi al viaggio che si intende effettuare nel Paese sul sito: www.dovesiamonelmondo.it.
Normativa prevista per uso e/o spaccio di droga: il possesso di droga è severamente vietato dalla legge e prevede pene che da 2 a 10 anni.
Normativa prevista per abusi sessuali o violenze contro i minori: i casi di violenza e di stupro contro i minori sono puniti con pene detentive che variano secondo il caso e che sono comprese tra 5 e 10 anni. Va ricordato che coloro che commettono all’estero reati contro i minori (abusi sessuali, sfruttamento, prostituzione) vengono perseguiti al loro rientro in Italia sulla base delle leggi in vigore nel nostro Paese. In caso di problemi con le autorità locali di Polizia (stato di fermo o arresto) si consiglia di informare l’Ambasciata o il Consolato italiano presente nel Paese per la necessaria assistenza.
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